COLORI AD OLIO: LA CORRETTA STESURA.

Le tecniche per la corretta esecuzione di un dipinto ad olio sono in realtà poche e semplici. 
Sono dei piccoli accorgimenti da seguire affinché la vostra opera duri nel tempo.
Oltre ad evitare le crepe e / o il distaccamento del pigmento dal supporto, la corretta stesura del colore ci serve per creare particolari effetti pittorici sulle nostre opere.
Le canoniche sono essenzialmente sei:
         Sgraffito.
È una tecnica pittorica che consiste nel tracciare linee o determinare superfici “graffiando via” uno strato di colore fresco su uno già asciutto. Viene data una mano di colore e viene lasciata asciugare. Viene data una seconda mano e, tramite spatola o coda del pennello, si crea un’immagine. L’effetto finale è molto fresco e di impatto, volto soprattutto ad enfatizzare i contorni delle figure.
          Spesso su sottile.
Tale regola prevede l’applicazione del colore sulla tela, man mano sempre più spesso. Si inizia cioè con strati di colore molto sottili, quindi tirando molto il colore. Il secondo strato (il terzo, quarto ecc…) deve essere via via più spesso. Tale regola è utile per svariati motivi. Innanzitutto, usare strati sottili all’inizio ci permette una più agevole correzione degli errori perché il colore è più facilmente lavorabile e modificabile; in secondo luogo aggiungere strati di colore spessi riesce in maniera ottimale a creare il giusto film pittorico finale.
          Impasto.
È una tecnica che prevede l’utilizzo del colore molto pastoso e denso. Aggiungere strati di colore nuovo, solo se il precedente risulta perfettamente asciutto. Chi usa questa tecnica vuole dare molta drammaticità alle sue opere, lasciando intravedere chiaramente i segni degli strumenti che usa per stendere il colore (siano essi pennelli e / o spatole).
Un esempio di opera con tecnica di impasto è l’Autoritratto di Rembrandt:
Rembrandt, Autoritratto.
          Bagnato su Bagnato.
Come il nome suggerisce, questa tecnica prevede la stesura del colore nuovo su strati di colore non ancora asciutti. Spesso vengono utilizzati pigmenti puri o quasi per miscelarli direttamente sulla tela. L’effetto finale è quello di colori vividi, cangianti e freschi.
          Grasso su magro.
Si definisce colore magro, un colore che ha al suo interno poco olio. Di contro, un colore sarà grasso se vi sarà aggiunta una certa quantità di olio.
Questa tecnica è fondamentale e non deve essere mai trascurata. Onde evitare il distaccamento del colore dalla tela o la creazione di crepe, si deve stendere il colore usando questa tecnica.
Tralasciando i fenomeni fisici / chimici che creano un film pittorico perfetto e resistente negli anni, la regola di base è: aggiungere sempre più olio ai colori man mano che aumentiamo gli strati di colore sulla tela. La presenza di maggiore olio negli strati finali fa sì che, essiccando l’olio, il colore si fonda perfettamente sugli strati sottostanti.
          Velatura.
Si tratta di stendere il colore molto diluito e sottile (un “velo” per l’appunto) su uno strato di colore asciutto. Tale velo, permetterà allo strato sottostante di intravedersi: l’occhio sintetizzerà un nuovo colore dato dall’unione dei due sovrapposti.
Usare tale tecnica permetterà di creare particolari giochi di luci e ombre, trasparenze e profondità che è impossibile raggiungere diversamente.
Conoscevi queste tecniche? Se trovi questo post utile, per favore condividilo sui tuoi social! La comunità CHROMA cresce anche grazie al tuo supporto!

Alla prossima, RB. 
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